Lavoro e ambiente

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  • Privacy: 26 novembre 2015, pubblicata dal Garante scheda informativa sul responsabile aziendale della protezione dei dati personali

    Il Garante della privacy ha pubblicato una scheda sul responsabile aziendale della protezione dei dati personali (Data protector officer), in cui chiarisce quando è prevista la nomina da parte del datore di lavoro, quali requisiti deve avere e quali siano i suoi compiti.
    Si ricorda che la nomina e tutte le competenze del titolare dell'azienda in materia, possono essere eseguite, in alternativa, dal responsabile del trattamento dei dati personali.
    La normativa di riferimento è:

    • Codice della privacy (D.Lgs. 196/2003);
    • regolamento COM(2012)11, sulla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e la libera circolazione degli stessi.
  • Impianti di climatizzazione: 9 dicembre 2015, una guida di ENEA per la corretta gestione

    Il ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato una guida per la corretta gestione degli impianti per il riscaldamento e il raffreddamento redatta da ENEA, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, in collaborazione con Adiconsum, Assoclima, Assotermica, Confartigianato, Federconsumatori, Unione consumatori e il Salvagente.

  • Incidenti stradali sul lavoro: 6 novembre 2015, siglato protocollo d'intesa tra INAIL e PS

    Promuovere la cultura della prevenzione per ridurre gli infortuni in itinere per incidente stradale relativi ai conducenti professionali: è questo l'obiettivo del protocollo d'intesa siglato tra INAIL e il dipartimento della Pubblica Sicurezza il 6 novembre 2015.
    Le linee di intervento vertono sull'approfondimento della conoscenza del fenomeno infortunistico, specialmente tramite l'esame delle denunce di infortuni in itinere che, nel periodo gennaio-ottobre 2015, sono state quasi 75mila, di cui oltre il 65% riferite a incidenti avvenuti con mezzo di trasporto (197 di queste con esito letale).
    Previsti nell'accordo anche interventi di formazione e sensibilizzazione, sempre rivolti a una maggior tutela dei lavoratori e a contenere i costi per la collettività, e l'istituzione di un tavolo tecnico di coordinamento e monitoraggio.

  • Gestione del rischio: 2 dicembre 2015, pronto entro gennaio un sistema georeferenziato per l'analisi del rischio sul territorio Lombardo

    L'assessorato regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione di Regione Lombardia ha messo a punto un nuovo sistema georeferenziato che consente di conoscere in tempo reale il grado di rischio connesso a qualsiasi punto della Lombardia, accessibile anche ai cittadini.
    Entro gennaio 2016, con un semplice click si potrà accedere a informazioni relative ai principali fattori di rischio a cui è soggetto un territorio: atmosferici (vento, precipitazioni, fulmini), suolo (quota, numero del mappale catastale, uso suolo, altezza della neve, frane, classe di fattibilità geologica, rischio sismico) e al sottosuolo (accelerazione sismica, geologia, radon). Si possono inoltre di visualizzare gli indici di rischio che consentono di identificare e quantificare le tipologie di rischio naturale (idrogeologico, sismico, incendi boschivi) e/o antropico (industriale, incidenti stradali) presenti su quel territorio.

  • Rifiuti: 11 novembre 2015, proprietario di terreno reo di discarica abusiva se in accordo con chi scarica

    Il proprietario di un'area in cui vengano conferiti da terzi rifiuti da riutilizzare per la realizzazione di opere sullo stesso terreno è reo di discarica abusiva se in accordo con chi conferisce i rifiuti.
    Così si è espressa la Corte di cassazione nella sentenza 45145/2015 dell'11 novembre 2015. Il previo accordo col conferitore dei rifiuti comporta infatti una diretta partecipazione del titolare dell'area al reato sanzionato dall'art. 256, comma 3, del D.Lgs 152/2006 e l'esclusione di una condotta passiva di mera tolleranza dell'altrui abbandono di rifiuti.

  • Acque reflue: 22 ottobre 2015, per la condanna per scarico non autorizzato basta la presenza di canalizzazioni

    Il reato di scarico non autorizzato di acque reflue industriali si configura con la sola presenza di canali di scarico verso l'esterno di tali acque. Questa la pronuncia della Corte di cassazione con la sentenza del 22 ottobre 2015, n. 45634, secondo cui la condanna per il suddetto reato scatta in presenza di qualsiasi canalizzazione diretta verso l'esterno, anche se recapitante in un pozzo a perdere, e a prescindere dall'accertamento sull'inquinamento del terreno circostante. Il Codice ambientale infatti definisce "scarico" qualsiasi immissione "in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo o in rete fognaria".

  • Sicurezza: 16 novembre 2015, sospensione dell'attività imprenditoriale per inadempimenti sulla sorveglianza sanitaria revocabile solo per l'edilizia

    Con la nota 16 novembre 2015, n. 19570, il ministero del Lavoro conferma il precedente orientamento relativamente alla possibilità, esclusivamente per il settore dell'edilizia, di revocare il provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale per inadempimenti in materia di sorveglianza sanitaria, formazione e informazione, qualora tali adempimenti vengano assolti.
    L'organo di vigilanza che ha adottato il provvedimento può quindi revocarlo, ma solo nel settore edile e purché venga accertato il ripristino delle regolari condizioni di lavoro in materia di salute e sicurezza sul lavoro e sia pagata una somma aggiuntiva, attualmente pari 3.200 euro.

  • Rifiuti: 19 novembre 2015, risposte del Minambiente a interrogazione parlamentare sul SISTRI

    Il 19 novembre 2015 il ministero dell'Ambiente ha così risposto a un'interrogazione parlamentare dell'11 novembre che chiedeva conferma dell'allargamento del sistema a tutti i tipi di rifiuti, dell'avvio previsto per il 1° gennaio 2016, della restituzione degli oneri indebitamente versati dalle imprese negli anni in cui il sistema non era ancora operativo e, in caso di ulteriore rinvio, della sospensione dei pagamenti e delle sanzioni per il 2016:

    • "il criterio di estensione del sistema a tutte le tipologie di rifiuti rendendolo obbligatorio per tutti i soggetti deriva dalle risultanze pervenute dalle associazioni che ritengono necessari tali aspetti al fine di garantire una completa tracciabilità del flusso dei rifiuti";
    • la restituzione o compensazione dei contributi SISTRI versati dalle imprese negli anni 2010-2012, prevista dalla raccomandazione del Governo del 24 ottobre 2013 può essere valutata e applicata, nei limiti consentiti dall'autonomia negoziale, in sede di attuazione della disciplina dettata dall'art. 11 del D.L. 101/2013. Nelle more dell'individuazione delle citate soluzioni, vige però la norma per cui "il contributo è dovuto a prescindere dall'effettiva fruizione del servizio e deve essere versato al momento dell'iscrizione", e, come ha precisato la Commissione tributaria, "il contributo versato non può essere considerato il corrispettivo del servizio e quindi non può essere equiparato ad una tassa di cui chiedere il successivo rimborso in mancanza del servizio a cui si riferisce";
    • il timore di ulteriore rinvio è legato al giudizio promosso avanti il TAR dall'attuale gestore, ma non avendo quest'ultimo chiesto la sospensione cautelare della gara, "non si ritiene ci possano essere influenze sulla tempistica del procedimento di gara".  
  • Prevenzione incendi: 28 ottobre 2015, emanata circolare esplicativa sulla regola tecnica per alcune tipologie di struttura sanitaria

    Con la circolare n. 12580 del 28 ottobre 2015 il ministero dell'Interno fornisce una disamina dell'aggiornamento della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio di alcune tipologie di strutture sanitarie, avvenuta tramite D.M. del 19 marzo 2015.
    In particolare, la circolare si sofferma su questi aspetti:

    • sistema di gestione della sicurezza - Relativamente all'adeguamento antincendio della struttura sanitaria, il sistema deve "definire e attuare i divieti, le limitazioni e le condizioni di esercizio, ordinarie ed in emergenza, per ciascuna delle fasi del programma di adeguamento, seguendo in modo dinamico l’intero processo…”;
    • strutture sanitarie esistenti - Per quelle che non hanno completato l’adeguamento antincendio, il cui termine era fissato al 28 dicembre 2007, è stato previsto un percorso con scadenze differenziate in relazione alla tipologia di struttura da adeguare;
    • documento relativo al sistema di gestione della sicurezza - Gli enti che non intendono optare per l’applicazione del D.M. 19 marzo 2015 devono aggiornarlo per ogni fase di adeguamento, tenendo conto del numero di addetti alla luce del cronoprogramma dei lavori (da completarsi entro il 24 aprile 2025);
    • responsabile tecnico della sicurezza antincendio - Tale figura può coincidere con altra figura tecnica presente all'interno dell'attività e deve aver superato positivamente i corsi base di specializzazione ai sensi del decreto del ministro dell'Interno 5 agosto 2011 e possederne l'attestato di partecipazione;
    • numero degli addetti antincendio - Va determinato con il metodo riportato nel Titolo V.
  • Sicurezza sul lavoro: 2 novembre 2015, pubblicate le risposte a 5 nuovi interpelli

    Il 2 novembre 2015 il ministero del Lavoro ha pubblicato le risposte a cinque interpelli presentati in tema di salute e sicurezza sul posto di lavoro:

    • Nota n. 6, in risposta a interpello della Federazione Anie, che chiede quale sia il macrosettore di appartenenza di un'azienda che, relativamente ai moduli formativi cui deve partecipare il Responsabile del servizio di prevenzione e protezione e ASPP come stabiliti dall'accordo Stato-Regioni del 2006, è ora identificata in una sezione diversa rispetto al 2006 in base ai nuovi codici Ateco del 2007: per determinare i moduli formativi l'azienda in questione deve consultare le tavole di raccordo tra Ateco 2007 e Ateco 2002, disponibili sul sito Istat.
    • Nota n. 7, in risposta all'Unione sindacale di base dei Vigili del Fuoco, che chiede se il soggetto incaricato dal datore di lavoro con la delega prevista dall'art. 16 del Testo Unico possa rifiutare tale delega: la possibilità di rifiutare tale delega è implicitamente prevista dal comma 1 dello stesso articolo, laddove c'è scritto che la delega "sia accettata dal delegato per iscritto".
    • Nota n. 8, in risposta alla CISL (Confederazione italiana sindacati dei lavoratori) nazionale, che indaga sulla sorveglianza sanitaria (la richiesta di visita medica da parte di lavoratori in specifiche circostanze) e sul medico competente (se questo debba recarsi in ogni ambiente di lavoro a prescindere dalla presenza di lavoratori soggetti a sorveglianza): sul primo quesito la Commissione afferma che la richiesta può essere avanzata da qualsiasi lavoratore, con delle limitazioni dettagliate nel documento; sulla seconda domanda, sottolinea come la visita ai luoghi di lavoro sia un obbligo connaturato alla valutazione dei rischi, per cui tale obbligo "deve essere inteso per tutti qui luoghi che possano avere rilevanza per la prevista collaborazione con il datore e con il servizio di prevenzione".
    • Nota n. 9, rivolta alla Federazione sindacale italiana dei tecnici e coordinatori della sicurezza rispetto al quesito sulla qualificazione e aggiornamento del formatore docente sulla sicurezza sul lavoro relativamente al decreto interministeriale del 6 marzo 2013. In particolare la Federazione richiede di esplicitare se, con il termine ivi utilizzato "alternativamente", si intenda che il formatore-docente debba effettuare sia attività di docenza sia seguire corsi di aggiornamento nell'arco dei tre anni o se possa  effettuare solo docenza per i primi tre anni e solo aggiornamento per i successivi tre anni: la Commissione spiega che con quel termine "si vuole dare possibilità al formatore di scegliere liberamente la tipologia di aggiornamento più confacente alla sua figura e non ha, viceversa, inteso che le due modalità vadano alternate nei consecutivi trienni ovvero per tre anni solo docenza e per i tre anni successivi solo corsi di aggiornamento e convegni".
    • Nota n. 10, in risposta a Confindustria, che chiede se il D.P.R. 177/2011 (in tema di qualificazione delle imprese operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinati ai sensi dell'art. 3 comma 3) si applichi alle attività di manutenzione, riparazione e trasformazione navale: la Commissione dichiara che non si applica alle diverse attività in ambito portuale, fermo restando l'obbligo del datore di lavoro di garantire, durante le suddette attività, tutte le misure necessarie a tutelare la salute e sicurezza dei lavoratori.
       

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